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Origine dei computer

(INFORMATICA)



La storia dei primi calcolatori meccanici (antenati) ha origini molto antiche. Pascal nel 1650 fu in primo a costruire un dispositivo ad ingranaggi per somme e sottrazioni. Nel 1700 Leibnitz aggiunge a tale dispositivo la moltiplicazione e divisione. Ma la prima vera macchina programmabile fu la Analytical Engine realizzata nel 1850 da Babbage. Essa era dotata di input (lettore di schede perforate) e di output (perforatore di schede).

Nasce così il ruolo del programmatore. La prima fu Ada Lovelace (da cui prese il nome il linguaggio ADA). La macchina, però, era troppo avanzata rispetto alla tecnologia disponibile. Nella prima metà del Novecento furono poi introdotte varie migliorie ad opera di Zuse, Atanassov (inventore della memoria RAM su condensatori), Stibbiz ed Aiken che aumentano le prestazioni sfruttando relè elettromagnetici al posto dei semplici ingranaggi.

I computer di I generazione nascono durante la seconda guerra mondiale, periodo in cui si sviluppa la tecnologia delle valvole termoioniche, i relè diventano obsoleti e nasce l'era elettronica. Una svolta decisiva fu data da John Von Neumann che ebbe due importanti intuizioni: memorizzare i programmi in forma digitale ed utilizzare l'aritmetica binaria (con una architettura simile a quella attuale) al posto della ben più dispendiosa aritmetica decimale.

Nel 1948, grazie alla invenzione dei Transistor, nascono i computer di II generazione. I computer più diffusi nel periodo sono il PDP-1 ed il PDP-8 della DEC ed il 8090 e 1401 della IBM.

La III generazione dei computer nasce nel 1958 in seguito alla invenzione, da parte di NOIS dei circuiti integrati, che permettono il montaggio di parecchi transistor su un unico pezzo di silicio, facilitando la costruzione di calcolatori molto piccoli, veloci e meno costosi. Uno dei primi fu l'IBM 360.

Negli anni 80 nasce infine la IV generazione di computer, sempre più piccoli, efficienti e meno costosi. Finalmente anche singole persone sono in grado di acquistarli: nascono i Personal Computer. I primi furono quelli della Apple seguiti a ruota dalla IBM, che diventa ben presto l'azienda leader del mercato. Altre aziende produttrici del periodo furono Commodore, Amiga, Atari, ma sopravvissero in poche.

L'evoluzione più recente sarà vista in un articolo successivo. Vorrei concludere citando un paio di leggi che, pur essendo in realtà delle semplici osservazioni empiriche, sono sinora piuttosto veritiere:
Legge di Moore: il cofondatore di Intel notò come i nuovi processori nascevano ad intervalli regolari; in pratica il numero di transistor per cm2 raddoppiava ogni X mesi (circa ogni 18 mesi)
Legge del Software di Nathan: Nathan della Microsoft afferma che il Software è come un gas che si espande per riempire il contenitore che lo contiene. Basta pensare ai primi Word processor da pochi Kb degli anni 80, a quelli sempre più funzionali da decine di Mb di oggi, per arrivare a quelli probabilmente da qualche Gb del futuro: essi vengono sempre implementati man mano che aumenta la tecnologia a disposizione (processori più veloci, memorie più grandi, ecc.).

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