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Tempesta al polo

(Recensione Libro)





Autore   Cussler Clive

Genere   Avventura

Pagine   453

Zoom copertina Tempesta al polo


Trama
In natura esiste un fenomeno elettromagnetico che può provocare violenti terremoti, onde anomale, maremoti, eruzioni vulcaniche e variazioni climatiche. Alla massima potenza è in grado di cancellare ogni forma di vita sulla Terra. Si chiama 'slittamento polare'.
Agli inizi della Seconda Guerra Mondiale, il professor Kovacs (uno scienziato ungherese fortunosamente sfuggito ai nazisti che intendevano utilizzare i suoi studi a scopi bellici) con una serie di teoremi ed opportune frequenze, scoprì il modo di innescare artificialmente tale slittamento. Ma scomparve misteriosamente nel nulla assieme alle sue ricerche.
Ma ora qualcuno sembra aver messo le mani sui Teoremi di Kovacs: il leader di un gruppo di anarchici no global progetta di dare una bella scossa ammonitrice alle nazioni industrializzate. Ma il rischio è altissimo, in quanto la reazione, una volta avviata, è irreversibile, e la catastrofe sembra inevitabile.
Kurt Austin e Joe Zavala, insieme ai loro compagni della Squadra Missioni Speciali della NUMA si trovano ad affrontare una temibile sfida nella corsa per cercare di salvare l'umanità. Ma riusciranno brillantemente nel loro intento, anche aiutati da Karla, bellissima nipote del grande scinziato Kovacs…


Estratto
Abbandonati i comandi, Trout si lanciò verso la moglie e, afferrato con le forti dita il tessuto della giacca a vento di lei, riuscì a trascinarla nuovamente all'interno dell'imbarcazione. Mantenere la posizione eretta non era più sicuro. Dopo essersi lasciati cadere sulle ginocchia, si aggrapparono a una cima agganciata ad uno dei tubolari gonfiabili dello scafo.
La barca era completamente in balia della spuma vorticosa e ruotava su se stessa come una ballerina ubriaca.
I sobbalzi proseguirono mentre il turbine d'acqua li trascinava sulla propria cresta. Da un lato c'era l'oceano, dall'altro una sorta di enorme imbuto dalle nere pareti inclinate a quarantacinque gradi. Gli orli del vortice sembravano avere la consistenza del vetro.
Dopo essere rimasto a osillare pericolosamente in cima alla parete spumeggiante, il gommone scivolò all'interno del gigantesco cono scuro, le cui pareti erano frustate da una corrente tanto violenta da vincere la forza di gravità…

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