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L'età del Barocco

(Piemonte - XVII Secolo)



L'età barocca ebbe grande risonanza per l'arte in Piemonte, sia per numero che per importanza di realizzazioni. Le opere interessarono la capitale, Torino, ma anche tutta la regione. Gli ingrandimenti urbanistici hanno la parte del leone, ma ci fu notevole attività anche nel campo della pittura e della scultura.

Nel corso del Seicento ci furono numerosi ingrandimenti urbanistici a Torino. Basti ricordare la piazza Reale, oggi piazza San Carlo, ad opera di Carlo di Castellamonte, piazza Carlo Emauele II ad opera del figlio di Carlo, Amedeo di Castellamonte.


Sotto la guida di vari ingegneri prende forma il palazzo Ducale, mentre il culmine del Barocco avviene con la realizzazione della grande reggia di Venaria Reale, seconda in Italia solo a quella di Caserta.

Tra gli edifici religiosi di questo periodo ricordiamo la chiesa di San Francesco di Paola, la chiesa di Santa Teresa, quella della Visitazione e la basilica dei santi Maurizio e Lazzaro.

Di notevole importanza fu l'opera dell'architetto Guarino Guarini. Tra le sue realizzazioni religiose ricordiamo la Cappella della Sindone e la cupola della Basilica di San Lorenzo, mentre tra quelle civili troviamo l'Accademia delle Scienze ed il Palazzo Carignano.

Zoom della foto

L'influenza del Guarini si nota anche in molte opere del Piemonte, come nel caso del Palazzo Reale di Racconigi. Tra gli architetti di provincia ricordiamo il Lanfranchi, il Baroncelli, Giovenale Boetto, Sebastiano Taricco, Sebastiano Guala ed il lombardo Richini.

I cantieri del Valentino, Palazzo Ducale e Venaria portartono alla ribalta anche la pittura. Fra gli artisti compaiono numerosi lombardi e genovesi, oltre al fiamminga Jan Miel. Notevole importanza rivestirono anche il ritratto e le tele per gli altari di corte. Da ricordare gli eccezionali affreschi di Andrea Pozzo a Cuneo e Mondovì.

Le arti decorative ebbero un notevole sviluppo grazie ai Luganesi ed alla importazione dello stucco. Nelle chiese torinesi assunsero grande importanza gli altari marmorei, cuore della liturgia cattolica.

Fra gli artisti dello scalpello ricordiamo il luganese Tommaso Carlone, oltre al Casella, Carlo Busso e Giuseppe Sala. Protagonisti della scultura sono materiali poveri: legno o terracotta. Nel campo dell'intaglio si eseguono veri e propri capolavori: armadi, confessionali, altari e portoni.


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