Piemonte |
|
+ Home Piemonte - Antichità - Anno Mille - XII secolo - Secolo XIII - XIV Secolo |
|
Le foreste
Per gli uomini del Piemonte medioevale la foresta era una presenza costante ed assai famigliare: essa
rappresentava, oltre che una occasione di svago, anche un fondamentale strumento di sopravvivenza.
Le zone più boscose erano le Langhe, il Canavese, le colline del Monferrato ed il territorio intorno a Torino. Vivere nella foresta, all’aperto o in ripari di fortuna, era un’esperienza tutt’altro che insolita, anche se con l’aumento degli animali selvatici, gli uomini dovettero abituarsi a convivere con cervi, caprioli, cinghiali e dovettero fare i conti anche con pericolosi branchi di lupi. Al di là dei pericoli, la foresta costituiva un luogo di risorse di primaria importanza. In essa, oltre ai cacciatori, era possibile incontrare cercatori di miele e di cera selvatica. La selva forniva legna da ardere e tronchi per costruire, frutti selvatici di ogni tipo e veniva utilizzata come terreno di pascolo per cavalli, vacche, capre e maiali. I maiali erano assai diffusi e venivano allevati allo stato brado dai porcari, uomini rozzi e violenti, i cui litigi erano proverbiali e spesso terminavano nel sangue. |