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Riti e Culti

(Piemonte - XIII Secolo)



Nel Piemonte medioevale, accanto a culti della religione cristiana, sono ancora presenti molti riti pagani derivanti da tradizioni antichissime, legati alla magia e superstizione.

Molto comuni erano le manifestazioni legate a rituali della fertilità, primo fra tutti l'utilizzo di statue della Vergine ornate da nastri colorati affinchè la Madonna garantisse alle future madri un parto sicuro e senza rischi.


Altre pratiche assai diffuse erano l'abitudine delle donne piemontesi di sfregare la pancia su determinate rocce, alcune poste in relazione al martirio di qualche santo, per favorire la fertilità (ad esempio alla rocca di Cavour).

Altre tradizioni consistevano nel portare in processione alberi e rami, come nella festa dei "branc" in val Susa, o di festeggiare il solstizio con dei falò, come per la festa di San Giovanni a Torino.

Zoom della foto

Accanto a queste pratiche pagane iniziano a prendere vita anche le manifestazioni cristiane, come il culto dei martiri tebei o delle Madonne Nere, in particolare quella di Oropa, in provincia di Biella.

In altri casi i culti derivano da vere e proprie apparizioni della Madonna, come quello a Torino della Madonna della consolata e quello della apparizione alle porte di Bra con il miracolo della fioritura invernale dei pruni, che si ripete ancora oggi e viene paragonato, per la frequenza, al più famoso fenomeno della liquefazione del sangue di San Gennaro.

Verso la fine del secolo, un po' in ritardo rispetto alle altre parti d'Italia, iniziano anche le prime sacre rappresentazioni, realizzazioni scenografiche e teatrali legate in particolare alla Natività, alla Passione ed alla Resurrezione.


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