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I picchi

(RACCONTI - Quinta)



Prima parte

E' notte: nel bosco regna il silenzio. Un silenzio, però, fatto di crepitii lievi, di sibili sottili, di fruscii sommessi. La notte respira, nel bosco, in una pace solenne, che questi sussurri rendono anche più dolce.

Ma, sul far del mattino, questa pace vien rotta d'un tratto da un picchiettare ritmico e martellante: toc toc toc... toc toc toc...

Sono i picchi che stan costruendo la casa. Aggrappati con le zampe alla corteccia di un tronco d'abete, il picchio verde e la sua sposa martellano a più non posso: vogliono terminare con urgenza il duro lavoro che da due settimane li tiene impegnati. Bisogna far presto, perchè la sposina è già pronta per la cova.


Per fortuna il nido è quasi terminato. Da un bel buco, che introduce in una galleria fatta a gomito, si scende nella parte più interna del tronco. Sul fondo c'è il letto, fatto di trucioli di legno.

Seconda parte

Parecchio tempo è passato da allora, e dalle uova sono usciti i piccoli. Babbo e mamma picchio ora sono più affacendati che mai: quei beccucci aperti hanno sempre fame!

Ecco babbo picchio al lavoro. Tac tac tac! Il becco martella sulla corteccia di un castagno dalle foglie malate.

Oh, che bella sorpresa li sotto, sul tronco nudo! Un bel bruco solletica l'appetito del picchio, che se lo divora in un boccone.

Poi, pensando alla nidiata che aspetta, il picchio allunga la sua lingua vischiosa ed esplora sotto la corteccia.

Quanti bruchi passeggiano nel tronco del castagno malato! Una vera moltitudine, che servirà a saziare i piccoli ingordi che aspettano nel nido.

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