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L'Agnello ed il Biancospino

(RACCONTI - Seconda)



In una notte di tempesta un agnellino smarrito cercava rifugio nella campagna. Vide un grande ulivo spaccato; fece per entrare nella spaccatura, ma subito l'ulivo gli disse: "Vattene! Non voglio mendicanti in casa".

Poco più giù l'agnellino trovò una buca bella fonda e disse fra sè: "Qui davvero starò ben nascosto". Ma una voce roca venne dal fondo della buca e disse: "Vattene via! Sono il tasso, devo dormire sei mesi e non voglio essere disturbato".

L'agnellino stava per piangere, quando arrivò ad una siepe e pensò che lì avrebbe potuto rifugiarsi. "Bambino mio - disse subito la siepe con una vocetta secca, ma buona - io ti accolgo volentieri; bada però che ho molte spine e mi dispiacerebbe farti male".


"Ho il pelo lungo io..." disse l'agnellino consolato. E si cacciò dentro la siepe. Nè il lupo, nè il freddo avrebbero potuto raggiungerlo.

La siepe, però, stava in angustie. Temeva di far del male a quel batuffolo bianco, e si sforzava a tenere le spine rattrappite: non dormì un momento tutta la notte!

L'agnellino invece dormì benissimo, e all'alba, quando uscì fuori dalla siepe, vide dinanzi a sè il buon pastore che era venuto a cercarlo.

Il pastore, dopo aver accarezzato l'agnello, posò la mano sulla siepe e disse: "Sei la più povera e la più buona; prima che giunga la primavera, avrai la tua ricompensa". Infatti, alla metà di marzo, la siepe si coprì di fiorellini bianchi come il vello dell'agnello.

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