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Belgio e Olanda

(Viaggi)

Ecco un breve resoconto di un vecchio viaggio, risalente al lontano 1990, che ho fatto con alcuni amici, tra cui l'impareggiabile Max il viaggiatore. Anche questo viaggio, purtroppo, è così lontano nel tempo che risale ancora al periodo in cui non facevo, o comunque non ho conservato, fotografie. Ma vedrò di rimediare in futuro.

Partiti da casa siamo saliti in Germania verso il nord; dopo Francoforte abbiamo tagliato a nord-ovest, verso Amsterdam, in Olanda. Da Amsterdam siamo poi scesi giù in Belgio, a Bruxelles, e poi siamo rientrati pian piano tagliando per la Francia e passando da Parigi.


Come di consueto ci siamo fermati in ogni posto per non più di un paio di giornate, essendo i nostri viaggi di tipo itinerante, non certo viaggi di riposo.

Abbiamo girato abbastanza Amsterdam, concentrandoci in particolare sulla via rossa e le sue vicinanze. Ho trovato l'Olanda, o quanto meno Amsterdam, molto diversa dai nostri luoghi ed abitudini.

La via Rossa è il regno del sesso: lunga fila di ragazze realmente 'in vetrina', per cui passeggiando quando vedi una ragazza che ti ispira puoi entrare a 'far spesa'. Il tutto contornato da locali in sintonia, come museo delle cere (osè) e teatri con spettacoli dal vivo (hard). Veramente impressionante.

Per il resto ci sono altre due cose che mi hanno colpito: i Coffee Shop, dove accanto alle normali bevande puoi ordinare e consumare legalmente le canne, che peraltro in modo informale ti vengono offerte di continuo da chiunque incontri per la strada, e l'elevato numero di 'artisti da strada', gente che suona qualche strumento o fa qualche piccola acrobazia per racimolare qualche soldo e tirare avanti. Ma tutti piuttosto tranquilli, non invadenti.

In Belgio, a Bruxelles, ricordo in particolare tre cose: Heysel, Atomium, pizzeria italiana.

Siamo andati a visitare lo stadio Heysel, teatro della tragedia durante la finale di Coppa dei Campioni della Juventus, nel 1985. Mi ha colpito molto in negativo: a parte il fatto che era ancora nello stesso stato di allora, ossia con le tribune ed il muro perimetrale sfondato; ma ho fatto un giro tutto intorno e devo dire che mi è sembrato uno stadietto da quattro soldi, piccolo, con le mura di cinta alte non più di due metri e mezzo (con un piccolo salto riuscivo ad aggrapparmi...), sicuramente inadatto per una finale così importante..

Abbiamo fatto una rapida visita all'Atomium, l'edificio che visto da fuori sembra la struttura di un atomo: in effetti è una grossa struttura in acciaio formata da nove sfere collegate che rappresentano un cristallo di ferro ingrandito. Fu eretto in occasione della esposizione universale del 1958. Abbiamo mangiato in un ristorante al suo interno, con vista sulla città. Niente male.

Molto più deludente la serata in una pizzeria italiana: si, probabilmente i loro nonni erano italiani e facevano la pizza, ma loro, loro no! Circa un'ora dopo l'ordinazione il cameriere imbarazzato ci ha fatto capire che avevano finito la pasta della pizza (???), così ho ripiegato su un piatto di spaghetti 'alla bolognese' (di nome, non di fatto...).

A Parigi, invece, non ci siamo fermati ed abbiamo fatto solo una scappatella con qualche passeggiata in centro. Siamo andati alla Torre Eiffel, ma senza visitarla in quanto c'era una coda chilometrica. Mi propongo di ritornarvi prima o poi per una visita un po' più tranquilla ed approfondita.



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