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L'occupazione angioina
Nella seconda metà del Duecento il Piemonte conobbe la prima dominazione angioina. Il capostipite Carlo, in seguito
alla morte del padre, si trovò a capo di vasti possedimenti nel sud della Francia, in Provenza, confinanti col Piemonte.
Ben presto molti comuni, come Cuneo, Alba, Savigliano e Mondovì, minacciati continuamente dalle mire espansionistiche di Asti e dei marchesati di Saluzzo e Monferrato, seguirono il suo esempio facendo dedizione a Carlo ed estendendo l'influenza degli angioini in Piemonte. Negli anni successivi il dominio angioino in Piemonte si rafforzò con la conquista di Torino ed Alessandria. Ma l'interesse di Carlo era volto altrove, al consolidamento del suo potere nell'Italia meridionale e nel tentativo di riconquistare l'impero latino d'Oriente. Per questo quando nel 1271 il comune d'Ivrea gli fece atto di dedizione scatenando la costituzione di una forte lega anti-angioina, la sua reazione fu piuttosto debole. Dopo alcune sconfitte di poco rilievo, nel 1275 si arrivò alla decisiva disfatta di Roccavione che di fatto portò alla fine della prima dominazione angioina del Piemonte. |